Itinerario musicale a Reggio Emilia

Logo CC

Reggio Emilia ha dato i natali e ha ospitato alcuni dei personaggi più significativi ed importanti della musica italiana ed internazionale. 

Ripercorriamo insieme i passi dei protagonisti e le loro vicende.

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Cultura & Castelli
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa - Gualtieri Gualtieri

    La prima tappa conduce a Santa Vittoria di Gualtieri, dove affondano le radici di una storia affascinante legata alla musica popolare emiliana. Nei primi decenni dell’Ottocento, nelle campagne iniziano a diffondersi ritmi come valzer, mazurca e polca: nasce così il liscio, destinato a diventare uno dei simboli culturali del territorio.

    Proprio qui, in modo sorprendente, semplici braccianti si trasformano nel tempo in musicisti professionisti, riuscendo attraverso la musica a migliorare la propria condizione e costruire nuove opportunità. Santa Vittoria si afferma così come il celebre “paese dei Cento Violini”, fucina di talenti e punto di riferimento per intere generazioni.

    Questa tradizione continua ancora oggi grazie a I Violini di Santa Vittoria, quintetto d’archi nato nel 2001, impegnato in un attento lavoro di ricerca e valorizzazione delle origini del ballo liscio.

    Da sapere
    Per approfondire questa storia, il libro “Il paese dei Cento Violini” di Susy Blady racconta in modo coinvolgente la nascita e l’evoluzione di questa tradizione musicale unica.

    Curiosità
    Il nome “paese dei Cento Violini” nasce proprio dall’altissimo numero di musicisti attivi nel borgo tra Ottocento e Novecento, un fenomeno raro che ha reso Santa Vittoria un caso unico nel panorama musicale italiano.

  • Seconda tappa - Novellara Novellara

    La seconda tappa conduce a Novellara, città natale di Augusto Daolio, fondatore e storica voce dei Nomadi. A lui è dedicato un grande murale in via Giacomo Matteotti, realizzato dall’artista Alessio B. in occasione del Nomadincontro 2019, diventato negli anni un punto di riferimento per fan e visitatori.

    La visita prosegue nel centro storico, tra la Rocca, il teatro ottocentesco e il Museo Gonzaga, che conserva una preziosa raccolta di vasi da farmacia e opere del pittore locale Lelio Orsi. Nei luoghi legati alla memoria di Daolio si respira ancora oggi il forte legame tra musica, identità e comunità.

    All’interno della Rocca, nella Sala Civica, è possibile visitare una sala permanente dedicata al cantante, mentre poco distante il Parco Augusto Daolio accoglie un percorso originale tra musica e creatività, con panchine letterarie decorate dagli studenti dell’Istituto d’arte Chierici.

    Da non perdere

    • Murale dedicato ad Augusto Daolio
    • Centro storico di Novellara tra Rocca, teatro e Museo Gonzaga
    • Sala permanente nella Rocca
    • Panchine letterarie nel Parco Augusto Daolio

    Eventi
    Ogni anno Novellara celebra il compleanno di Augusto Daolio con il Nomadincontro, un grande evento musicale che richiama appassionati da tutta Italia, trasformando la città in un luogo di incontro e condivisione.

  • Terza tappa - Correggio Correggio

    Il centro di Correggio si distingue per il suo fascino vivace, tra portici, piazze e scorci che raccontano storie di arte e musica. Qui si intrecciano i luoghi legati alla vita e alla carriera di Luciano Ligabue, uno degli artisti più rappresentativi del territorio.

    Tra le tappe più significative spicca il Teatro Asioli, storico teatro cittadino spesso presente nei suoi videoclip e sede di concerti, incontri ed eventi. Poco distante si trova la casa natale dell’artista, in via S. Maria, mentre nei dintorni si incontra uno dei luoghi più iconici legati al suo immaginario: il celebre Bar Mario, nella vicina San Martino in Rio.

    Il legame con il territorio emerge anche nel cinema: proprio in queste zone Ligabue ha ambientato film come Radiofreccia e Made in Italy, contribuendo a raccontare l’identità locale attraverso musica e immagini.

    Da non perdere

    • Teatro Asioli, simbolo culturale della città
    • Casa natale di Luciano Ligabue
    • Bar Mario a San Martino in Rio
    • I luoghi dei film Radiofreccia e Made in Italy

    Da sapere

    Correggio è inoltre città di grandi personalità, come il pittore Antonio Allegri, detto il Correggio, e lo scrittore Pier Vittorio Tondelli, figura di riferimento culturale per lo stesso Ligabue e autore del romanzo Altri libertini.

    Curiosità
    Il Bar Mario, reso celebre da una delle canzoni più note di Ligabue, è diventato negli anni un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per fan e appassionati di musica italiana.

  • Quarta tappa - Reggio Emilia Reggio nell'Emilia

    La tappa conduce nel cuore di Reggio Emilia, alla scoperta di una storia musicale poco conosciuta ma di grande valore europeo. In Piazza Prampolini, una lapide commemorativa ricorda che proprio qui, nel luglio del 1797, Józef Wybicki compose quella che oggi è conosciuta come la Mazurka di Dąbrowski, inno nazionale della Polonia.

    Questo episodio si intreccia con le vicende storiche del tempo, segnate dalle campagne napoleoniche e dalle lotte tra francesi e austriaci. In quel contesto, i soldati polacchi, guidati dalla promessa di indipendenza, giunsero anche a Reggio Emilia, contribuendo agli eventi legati alla Repubblica Cispadana.

    Fu proprio per celebrare una vittoria che Wybicki compose la celebre mazurka, eseguita come una serenata sotto il Palazzo Vescovile, dando origine a un brano destinato a diventare simbolo nazionale.

    Da non perdere

    • Piazza Prampolini e la lapide commemorativa
    • Palazzo Vescovile, legato all’esecuzione della mazurka
    • Il centro storico di Reggio Emilia, ricco di storia e suggestioni

    Curiosità
    La Mazurka di Dąbrowski è oggi l’inno nazionale della Polonia, ma le sue origini sono profondamente legate a Reggio Emilia, rendendo la città un luogo simbolico anche per la memoria storica polacca.

  • Quinta tappa - Scandiano Scandiano

    La quinta tappa conduce a Cà de Caroli di Scandiano, luogo profondamente legato al cantautore Vinicio Capossela, che qui è cresciuto e mantiene ancora oggi un forte legame con il territorio. Il paesaggio è segnato dal profilo delle Ciminiere, ex cementificio oggi riconvertito in spazio ricreativo, con alle spalle le prime alture dell’Appennino reggiano.

    Proprio queste colline, che l’artista osservava fin da bambino, sono state ribattezzate “colline perdute”: una dorsale suggestiva, dove natura e immaginario si incontrano, offrendo scorci panoramici di grande fascino.

    Consigli di visita

    • Le “colline perdute” e i panorami dell’Appennino reggiano
    • Le Ciminiere, simbolo del paesaggio locale
    • Percorrere un tratto del sentiero Spallanzani, itinerario escursionistico che arriva a San Pellegrino in Alpein circa 125 km.
    • Raggiungere la Quercia di Rondinara

    Da gustare
    Questa zona è terra di Spergola, vitigno autoctono delle colline reggiane: un calice di vino bianco fresco e aromatico è l’ideale per accompagnare la scoperta del territorio.

    Info utili

    • Percorso adatto a chi ama camminare nella natura; scarpe comode consigliate
    • Ideale nelle giornate limpide per godere dei panorami sulle colline

  • Sesta tappa - Montecchio Emilia Montecchio Emilia

    La tappa conduce tra Cavriago e Montecchio Emilia, sulle tracce di Orietta Berti, artista capace di attraversare generazioni con una carriera ricca di successi.

    Profondamente legata a questo territorio, la cantante vive tuttora a Montecchio Emilia, nel cuore della Val d’Enza, area di confine tra le province di Reggio Emilia e Parma.

    La visita permette di scoprire anche il patrimonio storico del luogo: simbolo del paese è il castello medievale, risalente all’epoca matildica. Da qui, seguendo il corso del fiume e risalendo le dolci colline, si apre un paesaggio punteggiato da rocche, torri e castelli appartenuti alla Gran Contessa Matilde di Canossa, che disegnano un suggestivo sistema difensivo nel territorio.

    Da non perdere

    • Centro di Montecchio Emilia e il castello medievale
    • Paesaggi della Val d’Enza lungo il fiume
    • Itinerario tra rocche, torri e castelli matildici

    Curiosità
    Il soprannome “usignolo” accompagna Orietta Berti fin dagli esordi e richiama la sua voce inconfondibile, che l’ha resa una delle interpreti più amate della musica italiana.

    Consigli

    • Ideale abbinare la visita a un itinerario tra i castelli matildici della zona
    • Percorso piacevole in bici o in auto, con numerosi punti panoramici lungo la valle

  • Settima tappa - Ligonchio Ventasso

    Proseguendo verso il crinale si raggiunge Ligonchio, borgo dell’Appennino reggiano e paese natale di Iva Zanicchi, conosciuta come “l’aquila di Ligonchio”.

    Il paese è dominato dalla scenografica centrale idroelettrica, simbolo del territorio e punto di partenza per esplorare l’ambiente naturale circostante. Da qui prende avvio uno degli ultimi tratti del Sentiero Spallanzani, che conduce fino al Rifugio Battisti, attraversando paesaggi montani di grande suggestione.

    Lungo il cammino si incontrano i Prati di Sara, tra i luoghi più affascinanti dell’Appennino reggiano, che hanno ispirato anche un libro della stessa Iva Zanicchi. Un angolo di natura dove silenzio e panorami diventano protagonisti.

    Da non perdere

    • Centrale idroelettrica di Ligonchio
    • Tratto del Sentiero Spallanzani fino al Rifugio Battisti
    • Prati di Sara, tra i luoghi più suggestivi dell’Appennino

    Curiosità
    I Prati di Sara devono il loro nome a una figura femminile legata alla tradizione locale e sono diventati un luogo simbolico anche grazie al racconto personale di Iva Zanicchi.

    Consigli 

    • Percorso ideale per gli amanti del trekking e della natura
    • Consigliate scarpe da escursionismo e una sosta per godere del panorama


Ultimo aggiornamento 20/03/2023


Potrebbe interessarti...

Potrebbe interessarti...

SITO UFFICIALE DI DESTINAZIONE TURISTICA EMILIA © 2021