Il 25 aprile 1950, il presidente della Repubblica Luigi Einaudi conferì personalmente a Reggio Emilia la Medaglia d’Oro al Valor militare della Resistenza, per il rilevante ruolo avuto durante la guerra di liberazione italiana.
Le tracce di questo passato si possono ammirare ancora oggi in luoghi, simboli ed opere d’arte disseminate nella provincia reggiana.
Dai sentieri partigiani in Appennino alle opere di street art, percorrendo questo itinerario vi faremo rivivere i fatti salienti della storia italiana.
L’itinerario parte dal cuore della città, in Piazza Martiri del 7 Luglio, dove si trova il Monumento alla Resistenza. Inaugurato il 25 aprile 1958, l’opera in bronzo dello scultore Remo Brioschi rappresenta gli ultimi istanti di vita di un gruppo di vittime del nazifascismo.
A pochi passi, accanto al Teatro Municipale Romolo Valli, si trova il Sacrario, che riporta i nomi dei caduti della Resistenza reggiana per l’indipendenza del Paese, un luogo che invita alla riflessione e alla memoria storica.
Da sapere
Il Monumento alla Resistenza è progettato in modo da far percepire il dramma dei momenti finali delle vittime, con figure quasi in movimento: un dettaglio che rende l’opera emozionante e coinvolgente anche a distanza di decenni.
Si prosegue in Piazza Gioberti, punto di partenza della Passeggiata Settecentesca, che collega il centro storico al Parco del Crostolo.
Da non perdere
Casa Bettola, casa cantoniera autogestita decorata da murales realizzati da Pietro Anceschi e dal collettivo Guerrilla Spam.
Consigli
Il percorso prosegue lungo il Torrente Crostolo in direzione nord, fino all’imbocco dell’autostrada. Qui, a fianco dell’A1, si trova l’abitazione dei fratelli Manfredi, luogo simbolo dell’antifascismo, casa di latitanza e base della Resistenza per i giovani partigiani reggiani.
Nel 2020, sulla facciata della casa, è stata realizzata la grande opera di street art “Partigiano Reggiano”, frutto della collaborazione tra Fabio Valentini (Neko) e Marco Temperilli (Maik). L’opera racconta con colori e immagini la storia della Resistenza, trasformando la facciata in un vero e proprio memoriale urbano.
Ci si sposta in provincia per scoprire due splendidi murales di Vera Bugatti che decorano la Casa nel Parco di Correggio. Entrambi prendono ispirazione dal documentario del 1997 “Partigiani” e dalle fonti dell’archivio Anpi di Correggio, raccontando storie di coraggio e resistenza: una staffetta partigiana e una stamperia clandestina.
La parete piccola è decorata con Clam, mentre quella grande ospita I campi capovolti, entrambe opere ricche di dettagli e significati simbolici.
Da sapere
Per chi vuole scoprire i significati nascosti e le ispirazioni dietro i murales, il sito verabugatti.it offre una lettura dettagliata delle opere.
Attraversando la bassa pianura reggiana, si arriva a Gattatico, sede dell’istituto dedicato alla famiglia più conosciuta della Resistenza italiana. La casa colonica dei Cervi, oggi trasformata in museo, racconta la storia del dopoguerra, dei movimenti contadini e dell’Antifascismo, attraverso le vicende di Papà Cervi e dei suoi sette figli.
L’itinerario di visita, che offre un’esperienza completa tra storia, memoria e cultura locale, si sviluppa in tre sezioni principali:
Al termine della visita degli spazi interni, è possibile passeggiare nel podere dei Cervi, oggi Parco Agroambientale, dove si illustra la storia naturalistica della media pianura padana e il legame tra uomo e territorio.
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Lungo il fiume Enza, tra le province di Parma e Reggio Emilia, si sono intrecciate le storie di donne e uomini che hanno lottato per la libertà, lasciando pagine fondamentali dell’Antifascismo e della Resistenza. Per custodire questa memoria è stato creato il sentiero CAI 672 “della Libertà”.
In questo itinerario si consiglia di percorrere la 4° tappa, da Montecchio Emilia a San Polo d’Enza. Dopo la visita del centro storico di Montecchio e del suo castello medievale, si prosegue verso Borgo Enza, dove inizia il percorso lungo il torrente fino ai Laghi della Ninfa, zona dedicata alla pesca sportiva. Da qui la strada diventa asfaltata e conduce alla ciclabile che costeggia la tangenziale fino a raggiungere il borgo fortificato di San Polo d’Enza. Il percorso copre circa 11 km, con un tempo di percorrenza (soste escluse) di circa 3 ore.
Da sapere
Il sentiero CAI 672 “della Libertà”, che collega Canossa a Brescello attraversando nove comuni, per un totale di 59 km è stato creato per custodire questa memoria.
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L’itinerario si conclude nell’alto Appennino reggiano, terra di scontri e di rappresaglie nazifasciste. Percorrendo i 16 sentieri partigiani, un passo dopo l’altro, si può conoscere la storia della Resistenza reggiana e, allo stesso tempo, ammirare lo splendido scenario del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, oggi riserva MAB UNESCO.
Solo tornando sui luoghi di queste vicende si comprende il desiderio di giustizia che spinse i partigiani a combattere, vivendo appieno il senso di questo itinerario in terra reggiana.
Da San Polo d’Enza ci si dirige verso Casina, lungo un percorso che permette di ammirare tre dei castelli matildici più belli:
Dal parcheggio del cimitero di Casina si prende la strada asfaltata che sale verso il castello; al bivio si tiene la sinistra e, seguendo i segnavia CAI 650 e SP 3, il sentiero scende nella vegetazione.
Nei pressi dei ruderi del Mulino della Grotta, oltrepassata la passerella, si incontra il cippo dedicato al partigiano “Bixio”. Proseguendo, il percorso costeggia il Monte Faiedolo, passando accanto a vecchi metati (edifici per l’essiccazione delle castagne), fino alla Lapide di Felina, punto di partenza del 7° sentiero dedicato alle Donne della Resistenza.
Da sapere
I metati lungo il percorso raccontano la vita contadina di un tempo e la relazione tra l’uomo e il territorio, intrecciando storia, natura e memoria partigiana.
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