Itinerario slow nella Food Valley di Giovannino Guareschi: la “Bassa” Emiliana

Scopri la terra di Giovannino Guareschi e dei suoi Don Camillo e Peppone

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“La Bassa. La piatta striscia di terra grassa, distesa lungo la riva destra del Po, fra Piacenza e Guastalla”. Così Giovannino Guareschi descrive quell’area che, in un modo o nell’altro, coincide con i confini del suo Mondo Piccolo, universo narrativo ma concretissimo, teatro di un itinerario lungo il Grande Fiume da percorrere in bicicletta o in auto. Il piacere dell’intelletto e quello dei sensi si intrecciano in un percorso tra castelli, borghi, musei e degustazioni in cantine, acetaie e caseifici consacrati a prodotti di culto come Culatello, Aceto Balsamico e Parmigiano Reggiano.

La lentezza e il gusto – segreti della bellezza di questo territorio – suggeriscono un viaggio indimenticabile con molte tappe, perché qui la Food Valley italiana coincide con l’affascinante universo di Don Camillo e Peppone, lungo il tratto medio padano del Fiume Po dichiarato nel 2019 Riserva Biosfera Mab UNESCO Po Grande.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Cultura & Castelli
  • Target
    Tutti
  • Tassonomia Operatori
    Po
  • Prima Tappa Piacenza

    “Dunque il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo...” 

    Quello di Guareschi suona come un implicito suggerimento a cominciare proprio da Piacenza il nostro viaggio combinato tra enogastronomia e cultura. Il punto di partenza è la Galleria D’arte Moderna Ricci Oddi, una delle più importanti raccolte italiane di pittura e scultura dell’Ottocento e del primo Novecento. Nata per volontà del collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi e inaugurata nel 1931, le sue sale ospitano capolavori di Hayez, Induno, Fattori, Lega, Fontanesi, Previati, Pellizza Da Volpedo, Michetti, Zandomeneghi e Bruzzi, solo per citarne alcuni. Tra gli autori più famosi del Novecento non possono non essere menzionati poi Medardo Rosso, Boccioni, De Pisis e Carrà. Per non parlare del rocambolesco mistero del “ritratto di signora” di Klimt che qui è stato scoperto, rubato e di nuovo ritrovato... 

    Il fiume è l’imponente filo liquido che unisce la tradizione del buon mangiare e del buon bere di questi luoghi dell’Emilia. È quindi seguendolo che dalla città ci si sposta lungo la Bassa piacentina. I sapori sono gli stessi: dal Grana Padano Dop, al Provolone Valpadana Dop, al Cacio del Po, assieme ai tre salumi Dop piacentini (Coppa, Salame e Pancetta) profumati all’aglio di Monticelli e accompagnati dal “Grass pist”, passando per i pissarei e fasö e i famosissimi anolini in brodo. Tra i diversi vini locali (ben 17 DOC), è immancabile un bicchiere di rosso Gutturnio, possibilmente degustato nel tradizionale “scodellino”.

    Nel pomeriggio, val bene una sosta il Castello di San Pietro in Cerro, fedele e preziosa testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca, ottimamente conservato nella sua struttura originaria e interamente visitabile. Oltre 30 sale riccamente arredate, tra cui 2 saloni d'onore, le cucine, la ghiacciaia e le prigioni fanno da preludio a un sorprendente connubio tra passato e presente: nel sottotetto trova infatti spazio il MIM (Museum in Motion), affascinante collezione di oltre 800 opere a rotazione di maestri contemporanei italiani e stranieri, con una sezione dedicata ai pittori piacentini. Nei sotterranei invece trova collocazione la mostra permanente "Cina Millenaria - I Guerrieri di Xian”

  • Seconda tappa Roncole Verdi

    Entrando in territorio di Parma, ci si ritrova nella patria di prelibatezze come il Culatello di Zibello DOP, lo Strolghino, la Spalla Cruda di Palasone di Sissa, la Spalla di San Secondo e il Fortana, un vino antico, di facile abbinamento con salumi e formaggi che diffondono i loro profumi lungo la Strada del Culatello. In ogni osteria o ristorante del territorio si possono degustare questi squisiti prodotti della Bassa, creati dalle mani di sapienti artigiani. Inseguendone i racconti, ci ritroviamo tra i panorami che hanno visto crescere e alimentare l’immaginazione di Guareschi. A Roncole Verdi, paese natale di Giuseppe Verdi, nel 1957 lo scrittore aprì un’osteria, gestita dal figlio fino al 1995 e oggi sede del Club dei Ventitrè - dai “Ventitrè lettori” a cui Guareschi si rivolgeva nei propri libri - associazione di appassionati che valorizza l’opera dell’inventore del Mondo Piccolo. Si visitano inoltre, su appuntamento, la Mostra antologica permanente e l’archivio Guareschi costituito da ben 200.000 documenti.

    Si prosegue per Fontanelle, luogo di nascita dello scrittore. Qui si trovano la casa natale e il museo “Il Mondo piccolo”, che racconta - attraverso le biografie di due protagonisti d'eccezione come Giovannino Guareschi e Giovanni Faraboli (fondatore del movimento cooperativo riformista che ispirò il personaggio di Peppone) - le vicende storiche e sociali della pianura parmense dalla fine dell'Ottocento fino agli anni ‘60 del Novecento. Poco lontano, a Diolo, frazione di Soragna, il Centro del Boscaccio ospita una pregevole esposizione dedicata a Guareschi.

    Una sosta a San Secondo Parmense - dove fu realizzato il film “Don Camillo e i giovani d’oggi”, l’unico della saga a essere stato girato interamente nelle terre di Emilia - consente la visita alla maestosa Rocca dei Rossi e l’assaggio della famosa Spalla di San Secondo in abbinamento al vino Fortanina, prodotti celebrati nella famosa fiera che si tiene ogni anno a fine agosto e rappresenta l’occasione perfetta per intraprendere questo itinerario letteralgastronomico. A buon intenditor...

  • Terza Tappa Brescello

    Proseguendo per Reggio Emilia, sempre in argine destro, arriviamo nel cuore delle vicende di Don Camillo e Peppone, Brescello, paese/set  a cielo aperto delle epiche scene della saga, ricordata anche dalla campana che pende da una trave sotto il porticato che costeggia via Giglioli.

    Tra le soste consigliate, il Museo Don Camillo e Peppone – con una raccolta di numerosi cimeli e ricordi come l’abito sacerdotale di Fernandel e la moto del sindaco, ricostruzioni sceniche e fotografie di scena – e il Museo Brescello e Guareschi, il territorio e il cinema- in cui è possibile ammirare la ricostruzione di un set cinematografico della serie, oltre a una mostra sul rapporto tra cinema e territorio e a un omaggio alla realtà contadina degli anni '50 e al ricordo della Grande alluvione del 1951, con le tipiche imbarcazioni del Po e gli strumenti dei barcaioli – e la Chiesa di Santa Maria Nascente, che ancora oggi ospita il noto Cristo parlante.

    Non si può lasciare Brescello senza perdersi tra le strade del borgo, scattare le classiche foto ricordo con le statue bronzee di Don Camillo e Peppone che presidiano la piazza centrale, fare uno spuntino con vista sull’argine o bere qualcosa al Caffè Peppone o al Bar Don Camillo. Per il pranzo, non c’è che l’imbarazzo della scelta in un menu che contempla le paste fresche, i tortelli e i cappelletti o l’erbazzone, tutto accompagnato dai buoni vini reggiani, come il lambrusco e la spergola.

    Il tour reggiano non è completo senza la sosta a un caseificio, dove allietare il viaggio con unavisita guidata alla lavorazione del preziosissimo Parmigiano Reggiano, condita ovviamente dalla degustazione del Re dei formaggi. 
    La visita a un’acetaia, infine,del Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia è la degna e ovvia conclusione dell’immersione nella bassa reggiana, la cui alternanza di estati calde e secche e di inverni freddi crea le condizioni ottimali per il processo di ossidazione acetica, per l'evaporazione, per la concentrazione del prodotto e per i momenti di sedimentazione e decantazione all’origine della pura limpidezza dell'aceto.


Ultimo aggiornamento 05/01/2021

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