Teatro Regio

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Teatro Regio
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Voluto dalla duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone e governatrice del Ducato di Parma e Piacenza, e chiamato in origine Nuovo Teatro Ducale, il Teatro Regio di Parma fu inaugurato il 16 maggio 1829 con l’opera Zaira, composta per l’occasione da Vincenzo Bellini.
Costruito in stile neoclassico su progetto dell’architetto Nicolò Bettoli, nel tipico colore “giallo Parma”, la sua imponente facciata è scandita da un colonnato ionico in granito sovrastato da cinque finestre timpanate, sopra cui si apre un’ampia finestra termale semicircolare affiancata da due Fame che porgono in volo corone di alloro. Più in alto, al centro del timpano, la lira cara ad Apollo fra le maschere della Commedia e della Tragedia. L’eleganza degli stucchi interni, l’acustica perfetta e la storia prestigiosa, assieme al fascino della città in cui sorge, legata a Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini e Niccolò Paganini, rendono il Teatro Regio di Parma un patrimonio di valore assoluto tra i teatri d’opera più celebri al mondo.

La sala, cuore del teatro, dalla pianta a ferro di cavallo, incanta per le sue perfette proporzioni e i suoi decori.
L’originale ornamentazione neoclassica, nei toni ducali dell’azzurro, fu rinnovata nel 1853 per volontà di Carlo III di Borbone, succeduto a Maria Luigia, che vestì l’interno della sala secondo il gusto tipico dell’epoca, con velluti e tappezzerie bordeaux, affidandone la decorazione a Girolamo Magnani, scenografo prediletto di Giuseppe Verdi, che ideò decori e stucchi, conferendo così al teatro - dal 1848 denominato Regio - uno stile in linea con il gusto neorinascimentale europeo di metà secolo.
Sovrastato dalla Corona ducale, il Palco Ducale, oggi Palco Reale, era riservato a Maria Luigia, che vi poteva accedere direttamente dalla sua residenza di Palazzo Ducale attraverso un apposito passaggio discreto ed esclusivo che le evitava di scendere in strada e di transitare dai corridoi dei palchi.
Nei retropalchi, circa metà dei quali ancora di proprietà dei palchettisti, ovvero delle famiglie che contribuirono economicamente alla costruzione del Teatro, si perpetra la tradizione di degustare, tra un atto e l’altro delle opere, le prelibatezze dell’eccellenza enogastronomica della città di Parma, unica città creativa UNESCO per la gastronomia al mondo.

Il Teatro Regio di Parma promuove la diffusione dell’arte e della cultura dello spettacolo, la formazione professionale dei quadri artistici e tecnici e l’educazione musicale, al fine di conservare e valorizzare l’inestimabile eredità storico-culturale legata, in particolare, all’Opera, alla danza e alla musica in genere. Produce una Stagione Lirica, che cadenza la vita teatrale cittadina da gennaio a maggio, proponendo opere del grande repertorio affiancate da titoli di più raro ascolto, la Stagione Concertistica, che vede esibirsi solisti ed ensemble cameristici di fama internazionale, la rassegna ParmaDanza, che ospita étoile e star internazionali, rappresentando tutte le anime della danza; RegioYoung, stagione teatrale, formativa e di spettacolo, pensata specificamente per bambini, ragazzi, studenti e insegnanti, con laboratori e workshop in preparazione allo spettacolo e una nuova produzione d’opera, commissionata ogni anno a un compositore e a un team creativo di fama internazionale.

Attorno al 10 ottobre, data di nascita di Giuseppe Verdi, il Teatro Regio di Parma dedica al compositore ogni anno dal 2001 il Festival Verdi, momento di maggiore sforzo produttivo del Teatro, riconosciuto miglior festival agli International Opera Awards, che riunisce a Parma e a Busseto, sua città natale, i più grandi interpreti del repertorio verdiano. Opere, concerti, incontri, nuovi allestimenti site specific, in teatri e luoghi diversi, commissioni in prima assoluta, produzioni innovative e originali, spettacoli per il pubblico giovane in cui la musica verdiana incontra i linguaggi della contemporaneità e la ricerca: il Festival Verdi, negli ultimi anni ha conseguito risultati record per presenze e incassi e ha rivelato una forte attrattività internazionale.
Al ricco calendario del Festival, dal 2016 si affianca quello di Verdi Off, rassegna di appuntamenti diffusi a ingresso libero, con l’obiettivo di stimolare, creare e condividere la passione per la musica di Verdi, in un’atmosfera festosa che abbracci il pubblico, che vive o visita Parma e il suo territorio, rivolgendosi a famiglie, giovani, bambini e a coloro che si trovano in luoghi di cura e negli istituti penitenziari.
Scene, costumi ed elementi di scena di oltre quaranta produzioni d’opera, realizzate negli ultimi trent’anni dalle maestranze del Teatro Regio di Parma, e firmate dai più celebri registi, costumisti e scenografi, prendono forma negli oltre 7200 metri quadri dei laboratori di scenografia, sartoria e scenotecnica del teatro, da cui prendono inoltre il volo per raggiungere i più importanti teatri di tutto il mondo.
Riconosciuto Ente formativo per l’ambito dello spettacolo dalla regione Emilia-Romagna, il Regio ha avviato un articolato progetto di formazione culminato con la fondazione nel 2020 dell’Accademia del Teatro Regio di Parma, inaugurata dal Corso di Sartoria, che mira alla formazione di professionalità destinate a inserirsi nelle industrie creative: teatro, cinema, moda, pubblicità. Ha istituito l’Accademia Verdiana, dedicata al repertorio vocale verdiano, che gli allievi affrontano ai più alti livelli, affiancati da artisti e vocal coach specializzati nel repertorio. In collaborazione con il Comune di Busseto, il Teatro Regio di Parma organizza inoltre il prestigioso Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto.