Animali fantastici... a Parma

Culture

Animali fantastici... a Parma

Dallo Zooforo del Battistero di Parma alla Sala delle Grottesche della Reggia di Colorno: un tripudio di arte fantastica riempie gli occhi ed il cuore.

Gli animali sono protagonisti fin dall’ingresso nel Battistero di Parma, dove allo Zooforo di 75 formelle realizzato in marmo bianco e rosa dal cantiere di Benedetto Antelami è affidata la simbolica rappresentazione dell’eterna lotta tra il Male e il Bene. Aquile orgogliose, elefanti turriti, folaghe galleggianti ma soprattutto creature immaginifiche come l’idra a sette teste, il cane marino e il basilisco contribuiscono alla plastica evocazione della vittoria dell’ordine sul caos, in un fregio mistico e misterioso che lascia ancora molti spazi all'ambiguità.

Nel mastio del Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, il Salotto del Diavolo ospita grandi affreschi che sorprendono due fauni – creature protettrici della natura, dei boschi, dei campi e delle greggi – nell'atto di rubare pere da un albero che simboleggia la ricchezza del maniero. È invece ancora un Giove sotto spoglie animali – stavolta dell’aquila, che ritorna anche in versione bicefala nello stemma dei Pallavicino – a macchiarsi del rapimento di Ganimede nel secentesco Salotto Azzurro.

Ercole Procaccini e Cesare Baglioni sono le menti del fantastico corteo che anima le stanze della Rocca di Sala Baganza. Attivi nella metà del XVI secolo, i due artisti si dividono il compito di trasformare il castello in un autentico riassunto allegorico dove trovano spazio le grottesche e le creature marine del carro di Nettuno della Sala dell’Eneide, draghi sputafuoco e cani antropomorfi verdi e rosa, arpie e delfini cavalcati da figure femminili. È invece opera di Orazio Samacchini l’idra rappresentata nella sala d’Ercole durante il combattimento della seconda fatica dell’eroe. Completano il circo sfingi, mostri zoomorfi e cervi dalle lunghe corna distese.

Nato come simbolo dell’amore di Pier Maria Rossi per Bianca Pellegrini, il Castello di Torrechiara è col tempo diventato uno strumento di meraviglia universale, grazie a un tripudio d’arte che riempie ancora oggi gli occhi e il cuore con creature fantastiche del regno animale e mitologico raffigurate dai maestri di un lungo lasso di tempo, compreso tra il Quattrocento e il pieno Rinascimento.

Gli animali fantastici invadono infine i favolosi affreschi delle Sale di Bellerofonte, di Momo, del Lupo e la Galleria di Esopo nella Rocca dei Rossi di San Secondo e si insinuano ne ‘L’Ebbrezza di Bacco’, nella Sala delle Grottesche della Reggia di Colorno, che conserva anche un’elegante consolle in legno dorato con quattro teste d’ariete.

Potrebbero interessarti nei dintorni...