Le pietre panoramiche dell'Appennino

Nature

Le pietre panoramiche dell'Appennino

Lasciati meravigliare dalla maestosità delle pietre che svettano nell'Appennino di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

Monte Prinzera (Parma)
La Riserva del Monte Prinzera tutela un massiccio di roccia vulcanica (ofiolite) di 736 m s.l.m., che si eleva alle prime pendici appenniniche tra la Val Taro e la Val Baganza.
L'ambiente "lunare" che lo caratterizza custodisce elementi naturali e ambientali di eccezionale interesse, in particolare per la specificità della flora spontanea, non riscontrabili altrove.
A partire dal centro visite della Riserva, numerosi sono gli itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo.
Dalla cima del Monte lo sguardo può spaziare sulla pianura padana e sulle valli circostanti.
Il Prinzera si erge inoltre a baluardo della Via Francigena, antica via di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e che in tempi moderni è stata riscoperta e riproposta come itinerario trekking senza tuttavia perdere il suo significato devozionale.
A Fornovo Taro e a Bardone le Pievi Romaniche, dedicate all'Assunta, sottolineano le due tappe della Via Francigena ai piedi del Prinzera.

Pietra Parcellara e Pietra Perduca (Piacenza)
In Val Trebbia, la Pietra Parcellara e la Pietra Perduca sono mete di rude bellezza, collegate tra loro da un sentiero sul versante meridionale.
Sul confine dei comuni di Travo e Bobbio, la prima si sporge bruscamente dalla collina, distinguendosi per morfologia e imponenza.
Ai piedi del masso roccioso, l’Oratorio della Madonna di Caravaggio inaugura il percorso che conduce alla cima, dalla quale si osserva il panorama morbido della vallata.
Simile per conformazione, la Pietra Perduca è nota per la chiesa eremitica e per le particolari vasche di tritoni scavate nella roccia.
Il mistero che circonda uso e origine di queste strane fosse ha dato vita a numerose leggende e alla nomenclatura popolare di “letti dei santi”.
Da non perdere in zona, il Villaggio Neolitico di Travo – con insediamenti risalenti a 6000 anni fa - e le Cascate del Perino, spettacolare tuffo d’acqua del torrente in una gola di roccia calcarea che vale da solo un’escursione in questo angolo di Appennino Piacentino.

Pietra di Bismantova (Reggio Emilia)
Sull’altopiano dell’Appennino Reggiano, si erge solitaria la Pietra di Bismantova: non è difficile credere che Dante sia stato ispirato dalla vertiginosa visione dal basso delle sue pareti per la descrizione del Monte del Purgatorio.
Sono da sempre numerosi gli appassionati di arrampicata e di escursioni che visitano questo luogo così possente: il percorso verso la cima è facilmente accessibile, grazie al sentiero in terra battuta e una pendenza costante che rendono l’ascesa piacevole.
Durante il tragitto, è possibile osservare da vicino una flora caratteristica fatta di arbusti e zone boschive che proseguono fino alla cima. Giunti in vetta, si profilano all’orizzonte alcune delle più importanti cime dell’Appennino Tosco-Emiliano, come i monti Cimone, Ventasso, Cusna e l’Alpe di Succiso.
Da non perdere, proprio ai piedi della Pietra, incastonato nella roccia l’eremo di Bismantova, costruito nel XVII secolo, già custodito dai Benedettini, ora santuario mariano diocesano, dove nella sagrestia sono conservati affreschi risalenti al XV secolo, fra questi si trova la Madonna di Bismantova a cui l’Eremo è dedicato. Attorno a Castelnovo Monti si possono incontrare diversi caseifici del prelibato Parmigiano Reggiano di Montagna.