L'arte della "terra di passo"

Culture

L'arte della "terra di passo"

Dall’impianto a scacchiera della fondazione romana alle architetture simbolo dell'epoca dei Comuni: Piacenza conserva le testimonianze del glorioso passato della "terra di passo".

Dall’originario impianto a scacchiera della prima fondazione romana nella Pianura Padana fino a simboli del potere pubblico come il Palazzo Comunale, detto Gotico (in marmo bianco e cotto) e la Piazza Grande, ora detta dei Cavalli per i monumenti equestri in stile barocco, Piacenza ha saputo conservare intatte le testimonianze del glorioso e aristocratico passato di quella che, nel Codice Atlantico, Leonardo Da Vinci definisce “terra di passo”. 

Con il Palazzo Farnese – oggi sede dei Musei Civici – a ricordare l’epoca del massimo splendore come parte del Ducato dominato dalla nobile dinastia rinascimentale, la città offre l’opportunità di chiudere gli occhi e avventurarsi in un tour ducale lungo le Mura Farnesiane, che nel ‘500 cingevano completamente l'abitato cittadino, per poi riemergere nella Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, il Collegio e la Galleria Alberoni.

Ma Piacenza, forse con una modestia che è in realtà gelosia della sua stessa bellezza, racconta qualcosa di sé e del proprio istinto per la nobiltà architettonica anche attraverso le testimonianze religiose e i cancelli in ferro battuto di eleganti palazzi che svelano incantevoli giardini. Tra le chiese medievali, sono imperdibili San Antonino, riferimento per i pellegrini della Via Francigena, San Savino di fondazione paleocristiana con mosaici pavimentali del XII secolo, e il Duomo, con le sue sculture romaniche, la cupola affrescata da Guercino e il Museo della Cattedrale.

Con la cupola affrescata dal Pordenone, Santa Maria di Campagna è in ogni senso un luogo di culto, che merita una visita anche solo per l’opportunità di immergersi tra le navate che, secondo la tradizione, furono il teatro dell’annuncio della Prima Crociata in Terra Santa.

Alla voce opere d’arte, da non perdere, oltre al ciclo di affreschi del Guercino nella cupola della Cattedrale e quelli del Pordenone in Santa Maria di Campagna, l'Ecce Homo di Antonello da Messina alla Galleria Alberoni, il Tondo del Botticelli, le Carrozze e il Fegato Etrusco ai Musei Civici di Palazzo Farnese, le tele di Fontanesi e Mancini nella Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi e Kronos, il Museo della Cattedrale.

Fuori da ciò che resta delle mura e molto indietro nel tempo, Veleia Romana - formata da un agglomerato protostorico risalente forse all'età del Ferro, successivamente sviluppatosi in un fiorente Municipio romano - è tra le più importanti zone archeologiche dell'Emilia Romagna. Adiacente al sito archeologico, l'Antiquarium, piccolo museo con reperti rinvenuti durante gli scavi più recenti e corredato di pannelli storiografici, piantine e calchi.

Vicino al fiume Trebbia, il Villaggio Neolitico di S. Andrea, è uno dei più importanti insediamenti riferibili al neolitico recente dell'Italia settentrionale. Il percorso di visita tra strutture abitative e funzionali ben conservate è corredato da una serie di pannelli che illustrano la storia del sito e approfondiscono le nozioni sul neolitico italiano e locale.

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