Escursioni naturalistiche tra Passi e Rifugi di Emilia

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Escursioni naturalistiche tra Passi e Rifugi di Emilia

Passi, valichi, scorci e Rifugi: lasciati meravigliare dai tesori nascosti ad alta quota tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

Rifugi alpini (Reggio Emilia)
Con circa mille anni di storia, si può dire che l’Ospitale San Leonardo al Dolo abbia più esperienza di qualsiasi hotel stellato. A piedi, immergendosi nella natura del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, in mezz’ora si può raggiungere il rifugio dal paese di Civago. L’antica Via delle Forbici ha lasciato il posto a un sentiero che lambisce questo piccolo gioiello alpino in pietra, dove è possibile lavarsi, dormire e soprattutto mangiare. Non lontano, tra i boschi di faggi e quelli che un tempo erano pascoli, si trova invece il Rifugio Battisti, posto tappa dell’Alta Via dei Parchi, da cui godere di splendidi panorami e partire alla conquista delle cime del Prado e del Cusna.
Da non perdere: a 30 minuti dal Battisti e a 15 dal rifugio alpino Bargetana, a 1740 metri nel comune di Ligonchio, l’incantevole lago che dà il nome a quest’ultimo è una cartolina liquida da contemplare preferibilmente dopo aver gustandoto le torte caserecce e le crostate con i frutti di bosco delle strutture.

Passi di Pradarena e del Cerreto (Reggio Emilia)
La Spalla del Gendarme è l’imponente costruzione della natura che domina le rocce e i boschi caratteristici del panorama di confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana che distingue il tragitto tra il Passo della Pradarena e il Passo del Cerreto (RE). Qui, all’incrocio tra riserve naturali statali e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, le moto e le biciclette costeggiano i magnifici laghi cerretani, di origine glaciale.
Chi preferisce affidarsi ai piedi può forse godere con calma ancora maggiore dei sentieri che si insinuano nelle foreste per poi sbucare in spettacolari praterie d’alta quota. Considerato uno dei più belli d’Italia, il Passo del Cerreto offre un panorama straordinario sul Monte Nuda, sulla foce del Secchia e sulla dilagante distesa boschiva che immerge il paesaggio. In questo luogo mozzafiato è possibile concedersi un pasto gustoso a base di funghi porcini, da assaporare fritti oppure come condimento per le paste fresche.


Rifugio Parco Monte Moria (Piacenza)
Al rifugio nel cuore del Parco Provinciale del Monte Moria si arriva in auto per poi dimenticarsi perfino di avere un’automobile.
Il fascino dell’ambiente, esteso su una superficie di circa 1000 ettari nei comuni di Morfasso e Lugagnano, lancia naturalmente un incantesimo che imprigiona negli occhi e nel cuore un patrimonio boschivo dominato dalle curiose forme degli esemplari centenari di castagneti da frutto.
Ginestre, ginepri e faggi si disperdono nell’area, famosa per un sottobosco ricco di funghi.
La tappa immancabile al termine o nel mezzo di ogni escursione naturalistica tra le morbide linee del Monte Croce dei Segni e i panorami regalati dal crinale di Monastero, è ovviamente il rifugio, confortevole luogo di ristoro prima della ripartenza.
Da non perdere: se i calanchi dell’area del Piacenziano (Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano) sono un piacere per la vista, senza contare i ritrovamenti fossili tra cui la balena conservata al Museo Geologico Cortesi di Castell'Arquato, al palato interessa forse di più un tour nella pasta fresca piacentina, che ha nell’anolino della versione valdardese (di solo formaggio senza carne) una delle massime sue innumerevoli espressioni.

Passo Santa Barbara (Piacenza)
Dire che tutte le strade portano a Passo Santa Barbara (PC) non è esagerato. Alla statua dell’Angelone si può arrivare da tre versanti, percorrendo itinerari che conducono a quella che, tra i patiti di bici e motocicletta, è considerata all’unanimità una delle più suggestive salite del piacentino.
Un’alternanza di tratti agevoli e strappi impegnativi caratterizza l’ascesa da Perino, mentre un paesaggio dai contorni morbidi si tuffa nel bosco seguendo il tragitto da Pradovera.
Anche da Bobbio, a una partenza piuttosto facile segue un rapido aumento della pendenza, che arriva fino al 17%. In questo caso, l’arrivo non è Passo Santa Barbara ma la vicina Sella dei Generali, splendido alpeggio che stupisce per una natura dal fascino alpino, apparentemente fuori contesto nel mezzo dell’Appennino.
Chi passa da Grazzano Visconti (PC) si immerge nell’affascinante cultura che prende vita tra le mura delle principali attrazioni come il Castello e la Cortevecchia. Passeggiando per il paese numerose chiese costeggiano le strade e il fruscio delle fontane riempie le piazze.
Per chi desidera fermarsi per un pasto, la torta di patate è la regina indiscussa delle tavole in particolare della Val Nure.


Rifugio Mariotti al Lago Santo (Parma)
Dedicato a una storica figura della città di Parma, il Rifugio Mariotti di Corniglio (PR) è una costruzione in pietra che si candida a luogo perfetto per chiunque voglia trovarsi a stretto contatto con lo specchio d’acqua di origine glaciale più vasto della regione.
Per la sua posizione a 1.507 metri d' altitudine nella parte occidentale del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, il Lago Santo esercita un richiamo irresistibile in quanti sono alla ricerca di un posto del cuore dove oziare, pescare (con licenza) e perfino immergersi sotto ghiaccio in inverno.
Ma il rifugio, raggiungibile anche in seggiovia da Lagdei è di per sé un punto di riferimento per gli escursionisti, che da qui possono raggiungere il Monte Marmagna e il Monte Orsaro. Anche il rifugio Lagdei offre servizio di ristorazione e pernottamento oltre ad un punto informativo del Parco. A poca distanza, il Rifugio Lagoni, sulle rive degli omonimi laghi, completa la triade dell’ospitalità nei rifugi dell’alta Val Parma.
Da non perdere: una sosta è d’obbligo per provare i tortelloni fritti di patate e porri, vera leggenda tra i buongustai d’alta quota.

Passo Cento Croci (Parma)
Curve, tornanti, salite e discese incastonate in uno scenario naturale che alterna distese verdissime a pietra arenaria, fanno dell’itinerario che conduce a Passo Cento Croci un percorso amatissimo da ciclisti e mototuristi ma anche dalle famiglie alla ricerca di una meta per una gita in macchina fuori dalle solite rotte. Circondato dai profumi dell’enogastronomia locale e avvolto dalle leggende della Val di Taro (PR), il tragitto offre molteplici spunti per approfondire il territorio. Nei dintorni del valico che, a 1055 metri, unisce la provincia di La Spezia e il comune di Albareto (PR), si trovano infatti Tarsogno (con la curiosa costruzione a forma di nave, un tempo adibita a dancing), Bardi e Bedonia, in un crocevia di strade e scavallamenti adatti a escursionisti di ogni livello.
Curiosità: al passo impressionante pala eolica.