Borghi più belli d'Italia 2020

Culture

Borghi più belli d'Italia 2020

Un tuffo tra Medioevo e Rinascimento nei borghi più belli d’Italia di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

L’inserimento nel 2020 di Montechiarugolo (PR) all’interno del club dei borghi più belli d’Italia è solo l’ennesimo riconoscimento a una terra ricca di storia e memoria che sa custodire i propri gioielli. Immersi nella natura dell’Appennino Tosco Emiliano o dislocati sugli argini del Fiume Po, una serie di affascinanti luoghi diventa lo spunto per un autentico viaggio nel tempo attraverso alcuni dei borghi più belli d’Italia, che conservano praticamente intatti segni evidenti di un passato iscritto indelebilmente sulle pietre delle strade, dei palazzi e dei castelli delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Montechiarugolo (PR)
Come regolarmente accade per i borghi che sembrano essersi conservati sotto una campana di vetro medievale, anche Montechiarugolo è organizzata intorno al maestoso castello. La sua “promozione” nella ristretta cerchia dei Comuni italiani capaci di valorizzare il proprio patrimonio storico, in termini di struttura urbana e architettonica, rende giustizia a un luogo dal fascino innegabile, fondato presumibilmente intorno al X secolo e, secondo la leggenda, caratterizzato dalla presenza del fantasma della Fata Bema.

Compiano (PR)
Già documentato come borgo fortificato nell’XI secolo, Compiano – insieme a Bardi - vanta una breve fase storica da stato territoriale istituzionale, probabilmente favorita anche dalla natura di baluardo difensivo dell’Alta Val Taro. Inutile dire, in questo contesto, che il vero protagonista di uno dei borghi più belli d’Italia è il castello, orgogliosamente costruito su uno sperone roccioso e progettato come fortezza inespugnabile circondata dalla città, dove palazzi nobiliari e case torri si alternano in una gara architettonica per il dominio delle caratteristiche strade in pendenza. Tutto intorno, le mura della rocca fanno da cinta protettiva a un impianto che ha nella piazza un privilegiato punto panoramico sulla vallata.

Bobbio (PC)
In un intreccio di vie e vicoli impregnati di storia e leggenda, Bobbio lega le proprie vicende a quella dell’Abbazia di San Colombano, imponente struttura dalle linee gotico-tardo rinascimentali fondata per volontà dell’Abate Agilulfo all’inizio del VII secolo e custode di pietra della straordinaria decorazione pittorica firmata da Bernardino Lanzani da San Colombano al Lambro. Immersa nel lussureggiante e metamorfico contesto naturale della Val Trebbia, il Borgo dei borghi sfoggia anche eleganti simboli civili come il Castello di Malaspina e quel gioiello architettonico che prende il nome di Ponte Vecchio, affascinante e stratificato monumento all’ingegno transepocale dell’uomo.

Castell'Arquato (PC)
Camminare per le strade di Castell'Arquato significa fare un patto col calendario e dimenticare non solo l’anno ma addirittura un’epoca che non sembra rispecchiata da scorci e architetture immutate da secoli. Membro del ristretto club dei borghi più belli d’Italia, la città natale del grande librettista Luigi Illica si inerpica su un colle che, nel punto più alto, ospita la piazza con il Palazzo del Podestà e la Collegiata, dove il fonte battesimale e il portico occidentale offrono testimonianze dei numerosi interventi susseguitisi nel corso dei secoli. La Rocca Viscontea e il Torrione Farnese contribuiscono a rinnovare il ricordo di un passato da perla della casata Sforza, immortalata sul grande schermo in alcune scene del film Lady Hawke.

Vigoleno (PC)
Concentrato di elementi stilistici sparsi tra Barocco e Rinascimento, la Pieve di San Giorgio è una delle architetture emblematiche che giustificano l’inserimento di Vigoleno nella cerchia dei borghi più belli d’Italia. Le mura merlate che le corrono intorno sembrano abbracciare e proteggere l’eleganza atavica di un centro panoramico che domina la Val Stirone con il mastio quadrangolare di un castello leggendario, dove personaggi del calibro di Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau furono ospiti della duchessa Maria Ruspoli Grammont Hugo.

Gualtieri (RE)
Nelle immediate vicinanze della riva destra del Po, Gualtieri rivendica la propria origine medievale ma urla soprattutto uno strabiliante sviluppo rinascimentale incarnato dalla scenografica piazza progettata da Giovan Battista Aleotti, sulla quale si affacciano la Torre dell’Orologio, la Collegiata di Santa Maria della Neve e Palazzo Bentivoglio. Quest’ultimo in particolare è uno scrigno di sorprese come la Sala dei Giganti e la Sala di Icaro – che ospitano i costumi di scena della collezione dal sarto teatrale Umberto Tirelli e cicli pittorici di artisti quali De Chirico e Guttuso – o il Museo Antonio Ligabue, dedicato ad uno dei più celebri pittori naïf d’Italia che proprio a Gualtieri visse per buona parte della sua attività artistica e morì nel 1965.