Lasciati abbracciare dall'Appennino

Nature
18/06/2020 - 30/09/2020

Lasciati abbracciare dall'Appennino

Vivi l'Appennino di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Lasciati abbracciare dalla natura e vieni a vivere le valli, le terme, i laghi e i sentieri di Emilia, nei territori di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.
Sentieri trekking, percorsi MTB e piste ciclabili, passi appenninici, itinerari di pellegrinaggio sono solo alcune delle esperienze che ti aspettano lungo le nostre fresche ed accoglienti valli: dalla Valle per eccellenza, quella del grande Fiume Po, ora riserva MAB Unesco, ai vini e colline della Val Tidone e Val Luretta per poi passare alla nota Val Trebbia, ai mille sentieri della Val Nure, alla Val Chero e alla Val d'Arda, valle di castelli, storia e relax.
Le Valli Ceno e Taro, quest'ultima culla del fungo porcino più famoso, sono gemelle, figlie dello stesso monte, la Val Parma porta ai “cento laghi” e la Val Baganza segna il corso della Via Francigena.
La Val d'Enza e la Val Secchia ci conducono invece alle vette più alte del Parco Nazionale dell' Appennino Tosco Emiliano – Riserva MAB Unesco.

Lasciati abbracciare dalla Natura di Emilia è un progetto di promozione turistica che ti aspetta ogni settimana e per tutta l'estate sul tuo quotidiano locale preferito.

UNO, DUE, TREKKING: UN DEDALO DI ITINERARI PER ESCURSIONI ESTIVE VERSO I DELIZIOSI LAGHI DELL'AREA DI PARMA, PIACENZA E REGGIO EMILIA, TRA I COLLI PIACENTINI E L'APPENNINO TOSCO-EMILIANO

Laghi del Sillara (Parma)
Immediatamente sotto la cima più alta dell’Appennino Parmense che presta loro il nome, i Laghi del Sillara sono la meta ideale per un’esperienza di trekking estivo di una giornata alla scoperta dei gioielli "glaciali" tra Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e Parco Regionale dei Cento Laghi.
Come spesso accade, a rendere unica l’escursione è in realtà la camminata nel suo insieme che, partendo da Pratospilla, incontra in sequenza una serie di specchi d’acqua di origine glaciale, come il lago Ballano e il lago Verde (1500 m s.l.m), dove i faggi sono il preludio alla suggestiva alternanza cromatica di boschi e prati di mirtilli che accarezza gli occhi fino ai veri e propri Laghi gemelli del Sillara, a 1730 metri di altitudine. Da qui, è possibile salire fino alla vetta per godere di una vista che spazia dalla Lunigiana alle Alpi Apuane, fino al mare.
Da non perdere le specialità a base di funghi porcini.
Info: www.parchidelducato.it

Lago Bino e Moo, Lago Nero, Lago di Trebecco e Diga del Molato (Piacenza)
I piedi sono il mezzo di locomozione tradizionale per percorrere il Sentiero del Tidone, nell’area dei Colli Piacentini. Quando il Po si allontana, a diventare protagonista è il torrente che dà il nome alla valle: risalendolo in direzione della sorgente, ci si imbatte nella Diga del Molato, imponente opera terminata nel 1928 che ha generato il Lago di Trebecco, bacino artificiale lungo 2,5 km. Tra le camminate da prendere in considerazione per una giornata di trekking targata Piacenza, meritano una menzione quelle in Val Nure verso il verdissimo Lago Nero – di origine glaciale – e alla volta del piccolo ma affascinante Lago Moo e del Lago Bino, straordinaria opera della natura, che lo ha diviso in due, decorando in estate la più grande delle porzioni con una meravigliosa pennellata di ninfee gialle. La camminata tra i meravigliosi specchi d’acqua aumenta l’appetito, che può essere soddisfatto assaporando i gustosi salumi DOP piacentini (coppa, pancetta e salame) e altre prelibatezze norcine come la mariola, presidio Slow Food.

Lago di Calamone e Lago della Bargetana (Reggio Emilia)
Il trekking nel reggiano non può prescindere dalla gita al Lago di Calamone, autentica perla d’acqua in un’area oltre i 1300 metri di quota, punteggiata da gigli, orchidee e primule e dominata dal Monte Ventasso e dalla sua corte di faggi e conifere. Creato da esarazione glaciale e conosciuto fino al XIX secolo col nome della vetta che lo sovrasta, il lago fu per centinaia di anni al centro della leggenda – facilmente sfatata nel 1762 niente meno che dal biologo Lazzaro Spallanzani - che lo voleva comunicante con gli abissi marini. Nella conca del Monte Prado, vale invece la pena di dedicare un giorno al Lago della Bargetana, silenziosa attrazione principale di un luogo incontaminato e circondato da uno degli angoli panoramici più suggestivi del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, con vista sul Monte Cusna. Da non perdere i piatti a base di funghi porcini - cucinati dalla maggior parte dei ristoratori e rifugi della zona - di cui è possibile assaporare tutte le sfumature. 

IN BICI LUNGO IL GRANDE FIUME

Su due ruote lungo il Po, dal Lido di Boretto a Brescello (Reggio Emilia)
Per scoprire luoghi affascinanti del fiume Po in bici, si può partire dal Lido di Boretto, luogo strategico per scoprire il territorio emiliano e dove si possono noleggiare le bici. Qui c’è il Porto Turistico Fluviale Regionale, situato nel tratto centrale del Grande Fiume, che attraversa tutta la regione. È dominato da un imponente complesso di archeologia industriale. E si trova direttamente a ridosso dell’argine maestro su cui scorre la SS. 62 della Cisa, che lo divide dal centro storico del paese.
Dalla zona portuale, seguendo la ciclabile sulla destra della strada principale, si devia verso il fiume e si raggiunge il tratto che conduce verso le foci dell’Enza.
All’altezza dell’osteria Lido Enza si pedala su un viale alberato e asfaltato e si procede dritti per il centro di Brescello, il paese di “Camillo e Peppone".
Non possono mancare in zona le visite ai luoghi di produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.

Nella Bassa Parmense si pedala nell’anima della natura del Po (Parma)
Seguire il Grande Fiume in bicicletta è entrare in un universo di storie, che raccontano l’identità dell’Emilia.
Dall’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) – dove si possono noleggiare le bici - parte un itinerario di 15 km nella natura del Po.
Si pedala tra pioppeti, tratti ciclabili e strade a basso traffico fino a superare l’Ongina e raggiungere il “Parco di Isola di Giarola e del Lancone” dove ammirare la vegetazione e gli uccelli acquatici.
Passando attraverso la “Po forest” (la golena dell’azienda dove vivono bradi i maiali neri), si torna all’Antica Corte Pallavicina dove si può visitare il Museo del Culatello e del Masalen con la famosa cantina dei culatelli, la più antica del mondo.
Da non perdere un piatto di culatello con un bicchiere di vino Fortana.

La Via Po. Isola Serafini e Parco di Isola Giarola (Piacenza)
La Via Po è un percorso ciclo-turistico di 110 Km che, nel Piacentino, segue l’argine maestro di destra del Po, dal confine con la provincia di Pavia al confine con quella di Parma, lambendo la città di Piacenza e permettendo da una prospettiva rialzata di avere uno sguardo differente sulla realtà della Bassa.
Lungo il Po merita una sosta Isola Serafini (PC), l'unica abitata del Grande Fiume, dove la conca recentemente inaugurata consente alle imbarcazioni di proseguire la navigazione fino al delta.
L’immersione nel paesaggio fluviale è possibile tramite escursioni, oltre che in bicicletta, anche a piedi ed in barca e tramite ed altre attività organizzate in collaborazione con il Parco Adda Sud.
Altra tappa da non perdere è il Parco di Isola Giarola (PC), dove il lago venutosi a creare modellato dall’intervento dell’uomo incontra la flora tipica del territorio. Le ninfee e le castagne d’acqua punteggiano il lago, le cui rive pullulano di olmi e pioppi.
I percorsi in bicicletta, che è possibile noleggiare in loco, conducono alla scoperta del Parco e delle rive del lago, a stretto contatto con la fauna che contraddistingue la zona: le acque sono popolate da trote, pesci gatto, storioni e lucci, mentre sulle rive si possono scorgere anatre, aironi, cigni e persino conigli selvatici.
Durante la visita nei territori piacentini che si appoggiano al grande fiume non può mancare l’incontro con sapori tipici come quelli del cacio del Po e dei formaggi DOP Piacentini, dal celebre Grana Padano al provolone Val Padana.
Da non farsi scappare l’incantevole Castello di San Pietro in Cerro, immerso nel verde, che al suo interno conserva meravigliosi tesori antichi e moderni , come quelli custoditi nella Sala Museo delle Armi e nel MIM, Museum in Motion, collezione di oltre millecinquecento opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, esposta a rotazione.

LE PIETRE PANORAMICHE DELL'APPENNINO

Groppo del Vescovo (Parma)
Sul confine tra Emilia e Toscana, diviso tra Berceto (PR) e Pontremoli (MS), si trova Groppo del Vescovo, formazione facilmente distinguibile, visibile sia dal crinale che dalle zone sottostanti, dove i detriti calcarei della montagna si sono depositati con il passare degli anni.
Il percorso più noto (della durata di 1 ora e 30 minuti circa), praticabile a piedi o in mountain bike, ha inizio dal Passo del Cirone e tocca Groppo del Vescovo, dove ci si può emozionare davanti al panorama che svela anche il Passo della Cisa.
Chi giunge da queste parti, non può assolutamente lasciarsi sfuggire l’occasione di effettuare una deviazione verso Sesta Inferiore, noto anche come il paese dipinto. È un vero e proprio museo all’aperto tra le cime appenniniche e il torrente Parma, che l’artista Walter Madoi ha eletto a tela diffusa per la realizzazione delle sue opere sui muri esterni delle abitazioni e di uno strabordante ciclo della Crocifissione, concentrato nella chiesa del borgo.

Pietra Parcellara e Pietra Perduca (Piacenza)
In Val Trebbia, la Pietra Parcellara e la Pietra Perduca sono mete di rude bellezza, collegate tra loro da un sentiero sul versante meridionale. Sul confine dei comuni di Travo e Bobbio, la prima si sporge bruscamente dalla collina, distinguendosi per morfologia e imponenza. Ai piedi del masso roccioso, l’Oratorio della Madonna di Caravaggio inaugura il percorso che conduce alla cima, dalla quale si osserva il panorama morbido della vallata. Simile per conformazione, la Pietra Perduca è nota per la chiesa eremitica e per le particolari vasche di tritoni scavate nella roccia. Il mistero che circonda uso e origine di queste strane fosse ha dato vita a numerose leggende e alla nomenclatura popolare di “letti dei santi”.
Da non perdere in zona, il Villaggio Neolitico di Travo – con insediamenti risalenti a 6000 anni fa - e le Cascate del Perino, spettacolare tuffo d’acqua del torrente in una gola di roccia calcarea che vale da solo un’escursione in questo angolo di Appennino Piacentino.

Pietra di Bismantova (Reggio Emilia)
Sull’altopiano dell’Appennino Reggiano, si erge solitaria la Pietra di Bismantova: non è difficile credere che Dante sia stato ispirato dalla vertiginosa visione dal basso delle sue pareti per la descrizione del Monte del Purgatorio.
Sono da sempre numerosi gli appassionati di arrampicata e di escursioni che visitano questo luogo così possente: il percorso verso la cima è facilmente accessibile, grazie al sentiero in terra battuta e una pendenza costante che rendono l’ascesa piacevole. Durante il tragitto, è possibile osservare da vicino una flora caratteristica fatta di arbusti e zone boschive che proseguono fino alla cima. Giunti in vetta, si profilano all’orizzonte alcune delle più importanti cime dell’Appennino Tosco-Emiliano, come i monti Cimone, Ventasso, Cusna e l’Alpe di Succiso.Da non perdere, proprio ai piedi della Pietra, incastonato nella roccia l’eremo di Bismantova, costruito nel XVII secolo, già custodito dai Benedettini, ora santuario mariano diocesano, dove nella sagrestia sono conservati affreschi risalenti al XV secolo, fra questi si trova la Madonna di Bismantova a cui l’Eremo è dedicato. Attorno a Castelnovo Monti si possono incontrare diversi caseifici del prelibato Parmigiano Reggiano di Montagna.

Per scoprire i cammini tra i fiumi e i boschi di Emilia: www.visitemilia.com/itinerari/il-cuore-verde-dellemilia



Potrebbero interessarti nei dintorni...